Il servizio che vendi di più è (quasi sempre) quello che ti fa guadagnare meno
Fai un esperimento mentale. Prendi il prodotto o servizio più venduto della tua azienda, quello che i tuoi commerciali propongono per primo, quello di cui vai fiero quando ne parli. Ora chiediti: sei sicuro che sia anche quello che ti arricchisce di più?
La risposta, nella stragrande maggioranza delle aziende che vendono ore di lavoro delle proprie persone — studi tecnici, agenzie, software house, imprese di servizi, aziende artigiane strutturate — è no. E non per un piccolo scarto. Spesso il servizio «di punta» è quello che, fatti bene i conti, porta via risorse invece di generarle.
Non è un paradosso da manuale di economia. È matematica applicata a un errore che quasi tutti gli imprenditori commettono senza saperlo: calcolano il guadagno guardando il fatturato, non guardando il tempo delle persone che lo producono.
Il trucco (innocente) che ti sta ingannando
Immagina di vendere due tipi di intervento. Il primo lo fatturi 400 euro e ti impegna mezza giornata di lavoro di un tecnico. Il secondo lo fatturi 900 euro, più del doppio, ma richiede due giornate intere della stessa persona.
Se guardi solo il prezzo, il secondo servizio sembra la gallina dalle uova d'oro: fattura di più, quindi — pensi — guadagni di più. Se applichi il metodo di calcolo del margine più diffuso, quello che distribuisce tutti i costi fissi dell'azienda in proporzione al fatturato, i numeri sembrano confermarlo: il servizio da 900 euro margina addirittura di più in percentuale.
C'è un problema enorme: è falso.
Quel calcolo funziona benissimo per chi vende prodotti fisici o servizi con pochissimo personale interno. Ma se la tua azienda si regge sul lavoro di persone dipendenti — tecnici, operai, consulenti, progettisti — quel metodo ti nasconde la variabile più importante di tutte: quante ore della tua risorsa più scarsa hai bruciato per generare quel fatturato.
E la risorsa più scarsa, in un'azienda di persone, non sono i soldi. È il tempo delle persone che erogano il lavoro.
Il vero costo nascosto: non sono le persone, sono le loro ore
Ecco il ribaltamento di prospettiva che cambia tutto: lo stipendio di un tecnico è, sulla carta, un costo fisso. Lo paghi uguale che lavori otto ore o che ne lavori zero. Ma dal punto di vista di ogni singolo servizio che vendi, quella persona si comporta esattamente come un costo variabile: ogni ora che le vendi ha un prezzo di costo preciso, calcolabile, e ogni ora che non le vendi è un'ora che l'azienda ha comunque pagato ma non ha incassato.
Il conto è più semplice di quanto sembri. Prendi il costo azienda annuo di una persona produttiva — stipendio, contributi, tutto compreso. Dividilo per le ore che lavora realmente in un anno, togliendo ferie, permessi, formazione, riunioni e quei tempi morti che esistono sempre, in ogni organizzazione. Il risultato è il costo orario reale di quella persona.
Facciamo un esempio con numeri concreti. Una persona che costa 48.000 euro all'anno e lavora, al netto di tutto, 1.730 ore vendibili, ha un costo orario di circa 28 euro. Ogni volta che vendi un'ora del suo lavoro, quei 28 euro sono il costo che devi sottrarre subito, prima di qualsiasi altro conto.
Se applichi questo costo orario ai due servizi dell'esempio, la classifica si ribalta completamente. Il servizio da 400 euro, che impegna solo 4 ore, lascia in tasca circa 70 euro di margine reale. Il servizio da 900 euro, che ne impegna 16, va in perdita di oltre 35 euro. Lo stesso identico servizio che sembrava il più redditizio dell'azienda, in realtà la sta dissanguando lentamente.
Perché nessuno se ne accorge finché non è troppo tardi
Il motivo per cui questo errore è così diffuso è semplice: guardare il fatturato è facile, guardare le ore no. Nessuno tiene un registro puntuale di quante ore delle proprie persone finiscono davvero vendute al cliente rispetto a quante si perdono in attività interne, spostamenti, riunioni improduttive o semplice inefficienza organizzativa.
Eppure questa è, probabilmente, la statistica più sottovalutata in un'azienda di servizi: quale percentuale delle ore disponibili del personale produttivo viene effettivamente venduta ai clienti.
Un'azienda che riesce a portare questa percentuale sopra l'80% ha superato il proprio punto di pareggio con ampio margine e ogni ora venduta in più diventa quasi tutta utile netto. Un'azienda che scende sotto il 50%, anche fatturando bene sulla carta, sta probabilmente erodendo cassa ogni singolo mese, perché sta pagando persone che non stanno generando abbastanza valore fatturabile per coprire i costi di struttura.
E qui arriva la parte scomoda: molti imprenditori, vedendo il conto economico in rosso o la liquidità che si assottiglia, reagiscono alzando i prezzi. Ma se il problema è che il tuo servizio più costoso in termini di ore è anche quello che vendi con più insistenza, alzare i prezzi non basta. Devi prima capire quale servizio ti sta davvero facendo guadagnare e quale sta solo occupando le tue persone senza restituire abbastanza.
La domanda che dovresti farti ogni volta che fai un preventivo
Non è «quanto lo faccio pagare», ma «quante ore delle mie persone mi costa erogarlo, e cosa mi resta davvero dopo averle pagate».
Questo cambia completamente il modo di ragionare su cosa vendere di più e cosa, magari, andrebbe ripensato, ridotto o venduto a un prezzo diverso. Un servizio breve e ben pagato può valere più di dieci servizi lunghi e apparentemente redditizi. Concentrare la forza vendita sui servizi sbagliati, per quanto fatturino molto, significa lavorare tanto per guadagnare poco — o niente.
Facciamo il punto sulla tua situazione
Se non hai mai calcolato quanto costa realmente un'ora delle tue persone e quanto margine reale lascia ogni singolo servizio che vendi, è molto probabile che stia già succedendo anche nella tua azienda: il prodotto che vendi con più orgoglio potrebbe essere quello che ti fa guadagnare meno. Non è una colpa, è semplicemente un dato che nessuno ti ha mai mostrato in questo modo. Il passo successivo è mappare con precisione i tuoi costi di struttura, il costo orario reale del tuo personale e la marginalità di ogni servizio — un lavoro che vale la pena fare con chi lo fa ogni giorno per aziende come la tua.
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