Numeri

Il tuo prodotto più venduto potrebbe essere quello che ti sta rovinando

Di Nicolò Molfetta · Analista Aziendale OSM

C'è una convinzione che gira in quasi ogni ufficio di ogni piccola e media impresa: «il servizio premium, quello grande, quello importante, è il nostro gioiello. È lì che guadagniamo davvero.»

È quasi sempre falso. E la cosa peggiore è che i numeri, se guardati nel modo sbagliato, sembrano confermare questa convinzione — mentendoti in faccia con tutta la serietà di un foglio Excel ben fatto.

Facciamo un esperimento mentale. Immagina due servizi che vendi.

Il primo lo vendi a 400 euro e ti porta via mezza giornata di lavoro di una persona.

Il secondo lo vendi a 900 euro — più del doppio — e ti porta via due giornate intere della stessa persona.

Chi dei due «rende di più»? Il buonsenso, e il tuo commercialista se fa i calcoli in fretta, ti diranno: il secondo, ovviamente, perché fattura di più e i costi diretti sono quasi identici in proporzione. Sbagliato. Nella pratica, il servizio da 900 euro può letteralmente farti perdere soldi, mentre quello da 400 euro ti sta pagando lo stipendio.

Come è possibile? Il problema non è il prezzo. È dove va a finire il tempo delle persone che lavorano per te.

Il vero costo che nessuno guarda: il tempo delle tue persone

Se hai un'azienda che vende soprattutto tempo e competenza — uno studio tecnico, un'officina, un'azienda di installazioni, di consulenza, di assistenza — probabilmente hai una struttura di costi molto diversa da quella di un negozio o di un distributore.

In un negozio, la maggior parte del costo è «variabile»: compro un prodotto, lo rivendo, il margine è quello che resta. Semplice.

Ma se il tuo business si basa su persone che lavorano ore su un progetto o un intervento, la voce di spesa più grande — gli stipendi di chi produce il servizio — non è un costo che varia in base a cosa vendi. È fisso. Lo paghi comunque, che quella persona lavori 10 ore o 40 ore quella settimana.

Questo crea una trappola contabile pericolosissima: se calcoli il guadagno di ogni servizio spalmando tutti i costi fissi allo stesso modo su ogni euro incassato, i servizi che impegnano più ore di lavoro sembrano margini più alti, perché sulla carta i «costi diretti» restano bassi. Ma in realtà stanno consumando la tua risorsa più scarsa e costosa: il tempo delle persone che erogano il lavoro.

Il trucco è trattare le ore come se fossero merce

Ecco l'angolo che cambia tutto: anche se lo stipendio di un tecnico, di un operaio, di un installatore è un costo fisso — lo paghi comunque, pioggia o sole — le ore che quella persona dedica a un cliente specifico si comportano esattamente come un costo variabile.

È un po' come se stessi «comprando» ore dal tuo stesso magazzino interno, e ogni servizio che vendi ne consuma una certa quantità.

Per farlo funzionare, devi calcolare quanto ti costa realmente un'ora di lavoro di una persona che eroga il servizio — non lo stipendio lordo diviso i giorni lavorativi dell'anno, ma il costo aziendale reale diviso le ore effettivamente «vendibili», togliendo ferie, formazione, riunioni, tempi morti fisiologici. Il numero che esce — spesso 25, 30, 35 euro l'ora a seconda del settore — è il tuo vero costo variabile nascosto.

Da quel momento, ogni servizio che vendi va valutato guardando quante ore di quel tipo di personale consuma, non solo quanto lo fai pagare al cliente.

Rifacciamo l'esempio di prima con questo criterio, e i numeri cambiano completamente faccia:

Il servizio da 400 euro, che impegna 4 ore di lavoro, lascia in tasca — dopo aver tolto commissioni, spostamenti, il costo orario reale del tecnico e la quota di struttura generale — un guadagno positivo.

Il servizio da 900 euro, che impegna 16 ore, dopo lo stesso identico calcolo va in perdita. Nonostante fatturi più del doppio.

Il motivo è semplice: quelle 16 ore avrebbero potuto essere distribuite su quattro clienti diversi, generando quattro volte la marginalità, invece di essere bloccate su un solo cliente «importante» che ti fa sembrare grande ma ti sta lentamente prosciugando.

Perché quasi nessun imprenditore se ne accorge

Il motivo per cui questa distorsione passa inosservata è semplice: guardiamo il fatturato, non le ore. Un servizio da 900 euro fa più rumore in bilancio di quattro servizi da 400. Ci fa sentire meglio. Ci sembra la prova che l'azienda «cresce».

Ma la crescita reale non si misura in fatturato: si misura in quanto ti resta in tasca dopo aver coperto tutto — compreso il tempo delle tue persone migliori, che è la risorsa più difficile da recuperare e da scalare.

C'è anche una seconda distorsione, ancora più subdola: se il tuo personale che eroga il lavoro passa metà del tempo a fare cose che non vengono fatturate a nessuno — attese, spostamenti, riunioni interne, imprevisti — quella percentuale di ore «vendute» sul totale delle ore disponibili diventa un termometro dell'intera salute dell'azienda.

Più questa percentuale scende, più il costo reale di ogni servizio sale silenziosamente, anche se i prezzi di listino restano identici. È per questo che due aziende identiche, con gli stessi prezzi e gli stessi clienti, possono avere destini economici opposti: una tiene la propria squadra impegnata all'80% del tempo disponibile su lavori fatturabili, l'altra al 45%. La prima fa utili solidi. La seconda, anche fatturando lo stesso, arranca — e nessuno capisce perché.

Cosa puoi fare da subito

Non serve un sistema complesso per iniziare a vederci chiaro. Bastano tre passaggi.

Primo: dividi le persone della tua azienda in due gruppi. Chi produce direttamente il servizio che vendi (le «ore» che fatturi al cliente) e chi invece supporta la struttura senza essere direttamente fatturato (amministrazione, magazzino, commerciale, direzione).

Secondo: calcola quanto costa realmente un'ora del primo gruppo, considerando solo le ore che possono davvero essere vendute, non quelle teoriche da contratto.

Terzo: ricalcola il guadagno reale dei tuoi servizi principali usando quel costo orario come se fosse un costo di produzione — non come una quota generica di spese fisse spalmata a caso.

Quello che scopri spesso ribalta le priorità aziendali: i servizi «piccoli» che consumano poco tempo diventano i più preziosi, mentre i progetti «importanti» che occupano settimane di lavoro rischiano di essere lì solo per prestigio, non per profitto.

Facciamo il punto sulla tua situazione

Questo tipo di analisi, fatta bene, richiede di incrociare dati di bilancio, costo del personale e tempi di erogazione reali — un lavoro che va oltre un semplice foglio di calcolo fatto la sera. Se vuoi capire quali dei tuoi prodotti o servizi ti stanno davvero facendo guadagnare e quali ti stanno solo facendo perdere tempo prezioso, il primo passo è guardare i numeri con qualcuno che sappia leggerli senza gli occhiali della routine quotidiana.

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